Team Rossato, squadra di ciclismo dilettanti
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ADRIANO MALORI
 

Le interviste di Pramzanblog: Adriano Malori Cenni biografici

PRIMA IL CICLISMO POI L'AMORE
"Non ho la fidanzata", dice il ventunenne ciclista traversetolese, campione mondiale ed europeo a cronometro "perché la mia passione per il mio sport viene prima di ogni altra cosa - "Ho cominciato a correre a 7 anni" - "Nel mio paese ho amici, ma non sono simpatico a tutti: c'è anche chi mette in giro voci non gradevoli sul mio conto" - "La mia squadra è in Veneto e capisco meglio il dialetto Veneto del nostro"
Debutta oggi una nuova collaboratrice di Pramzanblog: Elisa Zelaschi, 23 anni, parmigiana, freschissima laureata (con 110) in scienze della comunicazione, grande appassionata di cinema e teatro.
Ovviamente, per una regola consolidata del giornalismo, Pramzanblog l'ha subito messa alla prova in un settore non esattamente "suo": lo sport. E' andata infatti a intervistare un astro nascente del ciclismo mondiale, il traversetolese Adriano Malori.
E se l'è cavata benissimo.
Ecco la sua prima collaborazione con Pramzanblog. di ELISA ZELASCHI
Si presenta all’appuntamento con gli occhialoni neri da star e l’andatura baldanzosa il cronoman traversetolese Adriano Malori.
In un rovente pomeriggio di luglio, davanti ad un succo di frutta e ad un ice coffee iniziamo la nostra chiacchierata.
Il ventunenne Adriano, campione del mondo ed europeo under 23 in carica, nonché reduce dalla vittoria nella cronometro individuale ai Giochi del Mediterraneo, è, in realtà, un ragazzo come tanti, diplomato perito aziendale e corrispondente in lingue estere all’I.T.P.A.C.L.E. di Traversetolo e con alle spalle una famiglia normalissima: papà Gino metalmeccanico e mamma Alessandra impiegata in un salumificio, giusto per ricordarci che siamo in piena food valley.
Prima di conoscere l’Adriano campione mi incuriosisce l’Adriano bambino: come ti sei avvicinato a questo sport?
La mia prima bicicletta l’ho avuta a sette anni ed ho iniziato praticamente subito a gareggiare, ovviamente lo vivevo come un gioco, un gioco divertentissimo. Le gare poi erano brevi, una decina di minuti al massimo, quindi non serviva un allenamento estenuante. Sono stati gli ultimi cinque-sei anni ad essere veramente impegnativi.
Immagino che fra gare e allenamenti sarai sempre in giro…
Sì, la stagione agonistica inizia intorno al venti febbraio per terminare a fine ottobre.
Per rendere l’idea: in quest’ultimo mese e mezzo son stato a casa solo quattro giorni e più o meno così sarà per tutta l’estate.
Anzi, più che a Traversetolo mi capita spesso di stare a Monselice, vicino a Padova, dove ho la mia squadra. Come mai hai scelto la Bottoli Ramonda Nordelettrica, una squadra veneta? Non ti manca la Val d’Enza, quel confine fra Parma e i castelli matildici del reggiano?
Certo, purtroppo però le tre squadre più forti d’Italia sono due in Veneto e una in Toscana. Intraprendendo questa carriera, e puntando a farne una professione, non potevo far altrimenti. In allenamento, invece, vado sempre verso Reggio e Modena, prendo la pedemontana e volto a destra: mi piace vedere i castelli, le colline…mi fanno sentire parte di un paesaggio che sento veramente mio.
Pur essendo giovane dimostri di esser attaccato alla tua terra, immagino quindi avrai sentito parlare il dialetto, ne hai dimestichezza?
Oddio no, in casa mia non si usa e anzi, non dovrei dirlo, ma capisco meglio quello veneto.
Ti racconto un aneddoto: allo scorso Giro d’Italia dilettanti una staffetta era di Parma e mi ha incitato in dialetto, ma ti giuro che non son riuscito a capire e a ribattere nulla.
Però sei di Parma, che cosa ritieni che sia la parmigianità? Anzi, ti senti più parmigiano o traversetolese?
Più che di parmigianità io parlerei di emilianità. Parma, Reggio, Modena son tutte sorelle secondo me, condividono tradizioni e usi molto simili. E sul sentirmi più parmigiano o traversetolese, ti dico assolutamente traversetolese. Sono sempre vissuto a Traversetolo e anche se ora a casa ci son poco, non andrei comunque mai via dal mio paese. C’è tutto, nonostante dicano che ci sono pochi locali a me basta andar dal “Pepo”: l’unico pub, ovviamente sempre strapieno.
Riesci quindi a far una vita normale, uscite con gli amici, la fidanzata…
La fidanzata Elisa di cui si trova ancora traccia su internet non c’è più da ottobre 2008, anche perché non è facile trovare una ragazza che condivida questo genere di vita e sappia capire la mia passione, che viene comunque prima di qualsiasi altra cosa.
Ho visto tantissimi ragazzi, dilettanti più che promettenti che però si sono innamorati e poi pur di portar la fidanzata al mare al weekend o uscirci insieme non si allenavano o, peggio, alle gare non avevano la giusta concentrazione: io non ho intenzione di fare la loro fine.
Un ragazzo determinato e razionale, almeno con gli amici però qualche legame profondo?
Sì, sì, ho pochi amici ma buoni, come si suol dire. Su di loro so di poter contare sempre, visto che i miei successi se da una parte hanno fatto lievitare il numero di coloro che mi stanno intorno (ma che amici non sono), dall’altro hanno suscitato non poche gelosie e invidie.
Vuoi dire che in paese non son0 tutti orgogliosi di te?
Ci sono quelli a cui non sto proprio simpatico e anzi, quando mi incontrano magari a ballare o fuori con gli amici (e questo capita praticamente solo d’inverno, quando non mi alleno) sono i primi a mettere in giro voci sul fatto che sono un atleta che beve birra e fa tardi in discoteca. Insomma, vivo in un paese e so che è così, poi non si può mica piacere a tutti.
I “pochi ma buoni”, però, ti seguono sempre?
No, cioè nelle gare vicine sì, ma quando si è dilettanti capita di correre anche molto lontano, come a Trento, Macerata, Avellino: viene difficile seguirmi, l’unica che non manca mai alle mie corse è mia mamma, poi sono figlio unico…nonostante questo i miei genitori non hanno mai interferito, non mi hanno mai messo pressione.
E la pressione delle gare invece come la affronti?
Cercando di mantenere la mente rilassata fino all’ultimo, è questo il segreto. Personalmente poi non son il tipo che si agita prima di una competizione, diciamo però che se qualcosa va male mi abbatto tantissimo: è un mio difetto ma prendo tutto molto a cuore, sia nella vita personale che in quella sportiva.
Ultima domanda: come vivi l’essere considerato il nuovo Adorni?
Non posso che esser lusingato, Adorni è stato un grande campione del passato. (e.z.)

Adriano Malori nato a Parma, 28 gennaio 1988 da mamma Alessandra e papà Gino. Campione del Mondo Under-23 a cronometro nel 2008. Nel 2003, nella categoria "Allievo" arriva la prima vittoria di prestigio nella "Lugo San Marino"; vittoria sfiorata anche l'anno successivo dove è giunto secondo. La prima vittoria della categoria "Juniores" risale al 2005, con il primo posto conquistato nel Memorial Leonardo Massaro. Già l'anno successivo vince il primo Campionato Nazionale a Cronometro in Friuli-Venezia Giulia, sempre nella stessa categoria, arrivando anche secondo nella gara su strada. A Valkenburg giunge terzo nella Crono Individuale del Campionato Europeo su Strada. Passa nel 2007 nella categoria Under 23 vince due gare riconfermandosi campione italiano nella gara del Campionato Nazionale a Novi Ligure. Nel 2008 si conferma vicendo 7 gare e la supremazia nelle gare contro il tempo tra gli Under 23, conquistando il titolo italiano a Bergamo, quello europeo a Stresa e quello mondiale a Varese. Nel 2009 in seno alla Bottoli Nordelettrica Sorelle Ramonda vince 7 corse tra cui la medaglia d'oro nella crono ai giochi del Mediterraneo a Pescara.

Paternò, 26 giugno 2011

Adriano Malori conquista il primo titolo italiano a cronometro tra i professionisti sbaragliando tutta la concorrenza sui 28,7 km del tracciato di Paterno’, dove quest’oggi si sono disputate la prove contro il tempo che hanno concluso la Settimana Tricolore siciliana.
Malori, alfiere della Lampre-ISD, gia’ tricolore della crono tra gli juniores e per due volte tra gli under 23, ha fermato le lancette sul temo di 34’53”47, l’unico a scendere sotto il muro dei 34’, con una media di 49,353 km/h.
Nel 2008, nella stessa stagione, tra gli under 23 aveva conquistato il titolo mondiale, europeo e italiano della specialita’. Oggi e’ arrivata un’attesa conferma anche tra i professionisti.
Al secondo posto Manuele Boaro della Saxo Bank-Sungard staccato di 7” e al terzo Alan Marangoni della Liquigas Cannondale a 46”.
“Sono molto contento - ha detto il 23enne corridore parmense - Alla vigilia tutti dicevano che avrei stravinto ma non e’ stato affatto cosi’.
Alla fine ho vinto di poco.
La corsa e’ stata molto dura, sia per il caldo che per il forte vento.
Ho lavorato molto per questo risultato e dedico questa vittoria alla mia squadra e a un mio amico esterno al mondo del ciclismo che mi ha sempre aiutato nei momenti difficili.
A vincere non ci si abitua mai e portare una maglia cosi’ nel mondo dei professionisti per me e’ un grande onore”.


le 15 perle di Adriano
     video:
1)-CAMPIONATO DEL MONDO crono 2008

2)-intervista alla TIRRENO-ADRIATICO