Team Rossato, squadra di ciclismo dilettanti
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TECNICA - BIOMECCANICA
 

INTRODUZIONE

Biomeccanica applicata al ciclismo by Mariano Engineering
     20 anni di ricerca biodinamica per la salute e la prestazione del ciclista

Nel mondo del ciclismo molti principi dati per "scontati" sono in realtà semplice frutto di osservazioni casuali, se non addirittura riassunto di un passaparola proveniente dall'esperienza di atleti degli anni '30. Purtroppo molti di questi luoghi comuni non si limitano a far parte del bagaglio "romantico" del ciclismo, ma invadono la sfera fisiologica per provocare danni che, molte volte, vengono considerati naturali effetti collaterali del ciclismo. Un'analisi razionale fa chiaramente comprendere come invece non vi sia alcuna necessità di provocare delle inutili patologie ma, soprattutto, non vi sia ragione per cui dal lato strettamente tecnologico la bicicletta fruisca dei materiali e delle qualità costruttive più avanzate, dall'altro per il ciclista si ricorra a tradizioni ataviche. Il paragone è quello di una vettura da F 1 dove per la carrozzeria si cerchi quella della Ferrari F 2004, per il motore ci si accontenti invece della tecnologia di una vettura anteguerra. Un' altro terribile luogo comune è quello del "Professionista", intendendo il concetto per cui un atleta amatore non ritiene opportuno concedersi le attenzioni che riserva invece alla propria bicicletta, in quanto non dotato di qualità atletiche d'alto livello. E' invece proprio l'amatore a dover curare in maniera corretta la propria attività sportiva, in quanto molto più soggetto, rispetto ad un giovane talento, ad infortuni e patologie da sovraccarico. Non si tratta quindi di usare metodi "troppo evoluti", ma di sfruttare l'evoluzione del metodo utilizzandone gli aspetti più consoni alla propria realtà sportiva. L'analisi biodinamica della Mariano Engineering rappresenta lo step d'evoluzione più significativo nel panorama mondiale. Quest' analisi permette di rivalutare in maniera scientifica molti "presupposti"del ciclismo, confermandone alcuni ma, spesso, confutandone altri. La ricerca biodinamica applicata al ciclismo non ha l'unico scopo di incrementare le performance degli atleti impegnati nelle competizioni, ma è la base sulla quale costruire un rapporto vincente tra uomo e mezzo meccanico, ove sia quest' ultimo ad essere adattato e non viceversa.
Biodinamica per:
· Prestazione:
Sfruttando in maniera corretta la muscolatura la prestazione aumenta, sicuramente a parità di spinta i carichi articolari diminuiscono considerevolmente
· Aerodinamica:
Il posizionamento aerodinamico è molto importante per tutti i casi in cui il ciclista sviluppi velocità, e deve convivere sia con il suo confort, nel caso di lunghe percorrenze, sia con i rispetto di zone delicate quali la bassa schiena o la parte alta delle spalle, spesso iperstressate.
· Prevenzione:
Un corretto utilizzo delle articolazioni coinvolte nella pedalata che, di per se, non è un movimento congeniale alla natura umana, è la base sulla quale costruire uno sport che sia fonte di soddisfazione e non di patologia. Purtroppo molte volte si sceglie la strada della massima prestazione, ma un corretto Management dell' atleta deve prevedere la sua salute nel tempo, questo sia dal punto di vista etico sia del risultato nel medio e lungo termine.
· Risoluzione:
La cura o la riabilitazione funzionale di patologie traumatiche o da sovraccarico può avvalersi della bicicletta quale strumento allenante, ovviamente in questi casi ancor di più il corretto posizionamento fa parte integrante del concetto di terapia.
L'esame elettromiografico (con elettromiografo Custom in grado di misurare correnti del muscolo in azione massimale) ha portato la ricerca biodinamica al vero salto di qualità. Nel caso dell' applicazione dell' elettromiografo al test biodinamico, la ricerca ha avuto dei precisi step evolutivi: in un primo momento è stata studiata l' azione elettromiografica dei muscoli agonisti, successivamente siamo passati a rilevare l' azione degli antagonisti, sovrapponendo i grafici. L' evoluzione è poi proseguita nell' analisi dei muscoli stabilizzatori del tronco, per poi arrivare all' ultima fase degli studi che prevede l' esame del muscolo agonista in funzione della frequenza di pedalata. Tutti gli esami sono stati eseguiti con applicazione sia di coppia sia di potenza, costante o variabile, a seconda dei casi di studio. Con l' esame ecodoppler è stata osservata l' importanza del grado di libertà dell' articolazione tibio-tarsica, il cui movimento permette alla muscolatura della gamba di contribuire all' azione di ritorno della circolazione sanguigna e linfatica. Un corretto posizionamento automaticamente induce un elevato grado di libertà, che si traduce in angolo di movimento per l' articolazione tibio-tarsica, con conseguente lavoro ritmico dei muscoli della gamba. Questo, oltre ad ottimizzare la spinta, permette una vera e propria azione di "pompaggio" da parte della muscolatura nei confronti della circolazione venosa e linfatica. Influenza del tronco sulla spinta Se vi sarà una grande evoluzione nelle prestazioni del ciclista è proprio in questo comparto che le soluzioni vanno ricercate.
Capire l' esatta funzione delle sinergie coinvolte nella stabilizzazione dell' atleta sulla bici in movimento, riuscendo ad economizzare al massimo la loro attività, premia sicuramente la prestazione, con ogni probabilità più di molti altri parametri che istintivamente sembrano i veri responsabili.

BIOTECSS
Al fine di ricercare tale posizione nel laboratorio di informatica applicata al ciclismo del centro ricerche Mariano Cycling Engineering è nato Biotecss, un test biomeccanico computerizzato sotto sforzo nel quale, per mezzo di una sofisticata apparecchiatura, il ciclista esegue il suo movimento sia a bassa che ad alta intensità, mentre, tramite sensori a lui applicati interfacciati con un apposito programma, si ricava l' immagine digitalizzata delle sue posizioni nelle varie condizioni di sforzo. Numerosi test effettuati su atleti di varie categorie ed età hanno dimostrato un incremento di prestazioni considerevole dopo aver corretto l' assetto in bicicletta rispettando i risultati emersi da Biotecss. Biotecss fornisce parametri sul lavoro dei singoli distretti muscolari e valuta le varie tensioni che interessano schiena, spalle, braccia, ecc, ecc. E' un test affermato da anni e, sulla nuova versione 2005, arricchito di nuove rilevazioni posturali. Innumerevoli professionisti lo effettuano più volte a stagione. Dopo il primo test, sono necessari uno o più controlli, del tutto gratuiti, al fine di seguire l' adattamento muscolare alla nuova posizione. Progetto telaio Dalla raccolta di tutti i dati e previo adattamento muscolare viene sviluppato il progetto per la costruzione del telaio. Il telaio così costruito risponderà non solo alle esigenze morfologiche dell' utilizzatore, ma rispetterà anche tutte le caratteristiche meccaniche che permetteranno di ottenere il massimo in tutte le situazioni e tipologie di gara.