Nell'anno 1912, a Treviso vennero organizzate varie gare di risonanza
che tuttavia non contribuirono a sollevare il ciclismo: molti club si sciolsero lasciando
liberi i corridori tesserati. Nel 1913 alcuni dei più forti e tenaci corridori, lasciati
svincolati, si ritrovarono a Castelfranco Veneto per una gara e alla richiesta, da parte
degli organizzatori, per chi gareggiassero, dissero: per l'Unione Ciclisti trevigiani.
Gareggiarono tutti con una maglia color nero con la scritta U.C.T. nel davanti. Così è nata
l'Unione Ciclisti Trevigiani e fortuna volle che la gara venisse vinta da Zanchetta della
Trevigiani. Fu un battesimo fortunato, come gloriosa e fortunata è sempre stata la storia
dell'Unione Ciclisti Trevigiani.
Negli anni successivi vuoi per la prima guerra mondiale vuoi per altri problemi la Trevigiani
si fuse con altra società di Treviso, il Club Ciclistico Trevigiano. La fusione non ebbe lunga
vita in quanto sorsero delle incomprensioni.
Nel 1919 fu sottoscritto l'atto che sanciva la nascita dell'Unione Ciclisti Trevigiani.
Promotore principale fu Gino Fregonese che venne nominato
segretario e direttore tecnico. Presidente fu eletto il Tenente Antonio Pagnin. Il colore delle
maglie rimase invariato. Da subito vennero organizzate importanti gare ciclistiche che ebbero
grande partecipazione di corridori e pubblico. Una fra tutte : la Popolarissima.
Dopo una seconda fusione con il Club Ciclistico Trevigiano, nel 1923 venne ricostituita definitivamente
l'Unione Ciclisti Trevigiani, la maglia sociale nera venne sostituita con una maglia color bianco
e nero a scacchi e la scritta U.C. Trevigiani nel davanti. Presidente fu nominato il Cav.
Ugo Marcati e segretario viene riconfermato Gino Fregonese. Dopo il primo decennio, caratterizzato da
alterna fortuna, iniziò un lungo e fortunato periodo che arriva ai giorni nostri e che continuerà ancora
per molti anni. Con il passare del tempo l'Unione Ciclisti trevigiani riuscì ad imporsi a molte altre
società ciclistiche e diventò punto di riferimento per tutto il ciclismo trevigiano e regionale.
Che dovessero arrivare i grandi risultati era convinzione di tutti. In questo periodo i corridori
della Trevigiani si imposero con una certa facilità in tutte le competizioni più significative, l'apparato
organizzativo fu impegnato con successo nel coordinamento di nuove gare in tutta la provincia riservate
alla categoria Esordienti, Allievi, Juniores, Dilettanti e Professionisti. La segreteria fu impegnatissima
nella gestione dei vari clubs e dei numerosissimi soci che contribuirono finanziariamente e a sostenere
moralmente gli atleti durante le competizioni. Dopo gli entusiasmanti successi di Antonio Bevilacqua
(Campione Mondiale inseguimento nel 1950, 1951 e Campione Italiano Inseguimento nel 1943, 1949, 1950 e 1951)
nel 1952 e 1953 l'Unione Ciclisti trevigiani conquista il titolo Campione Italiano Allievi a Squadre.
Contribuirono a raggiungere gli importanti successi : Pini, Roman, Bizzarro, Gabrielli, Lorenzini, Caldato,
Pinarello G., Brescancin, Cremonese, Perini, Saccon, Stella, Galeazzi, Meneghetti, Gobbo, Francescato,
Marion, Rizzato, Pinarello C., Buosi, Grosso, Roma, Mestriner, Barbiero, Troncon, Tomasella, Marion,
Meuzzo, Furlan, Bortolin, Brasola, Saccon, Santin, Tormena, utti, Cardi, Trevisan, Cestari, Pagotto,
Stival, Tomasin, Bergamascao, Colletto, Zara, Rui, Crema e tanti altri. La maglia azzurra con fascia
bianca nera diventò la maglia più conosciuta da tutti gli appassionati di ciclismo.
In questo periodo alcuni atleti approdarono alla categoria professionistica come Pinarello G., Coletto,
Cestari, Cremonese, Pinarello C., Grosso Roma, Roma, Barbiero, Brasola, Tomasin. Nonostante la tenacia e la
grande volontà, alcuni atleti non riuscirono a sfondare, ricordiamo Vilfrido Perini bonariamente chiamato "brocco"
persona buona, sensibile e disponibile. Fu nominato Presidente Onorario dell'U. C. Trevigiani nel 1987. C'è molto
entusiasmo attorno a questa società che continua a mietere vittorie e vede aumentare i suoi sostenitori. Oltre
ai corridori già citati è doveroso ricordare Zanatta, Golfetto, Sfoggia, Bonato, Zorzetto, Pavan, Tauro,
Mariotto, Bariviera, Vanzella, Favero, Zoppas, Padoan, Menegaldo, Nardi, Zanchetta, Poletto ed altri umili
gregari che ci è difficile ricordare. Per alcuni di questi corridori si aprirà la strada del professionismo
con risultati atletici di tutto rispetto, essi sono. Bariviera, Vanzella, Zoppas, Padoan, Zanchetta.
Gli Allievi nel 1955, 1956 conquistano il Titolo Italiano a Squadre; anche i Dilettanti conquistarono nel 1955
lo stesso titolo. Dopo l'ultimo Titolo Italiano Allievi nel 1972 la vita sociale della Trevigiani entra in un
periodo difficile per l'evolversi della società italiana sempre meno disponibile all'associazionismo ed ai sacrifici.
Contemporaneamente sorgono in questi anni nuove società ciclistiche, che grazie all'apporto finanziario
degli Sponsor riescono ad ingaggiare con maggior facilità i migliori corridori del momento, cosa che non può fare
la Trevigiani. L'organizzazione delle gare diventa più difficile per l'aumento del traffico ed impegnare la sede
stradale per tanto tempo è cosa proibitiva. La ribadita intenzione di non ricorrere agli sponsors, comporta il
ridimensionamento di tutti i programmi, cosicché gli sforzi vanno concentrati in poche ma significative manifestazioni
ed allestendo squadre nelle categorie dove ci si sente più competitivi. In questo periodo però arriva il massimo
riconoscimento a cui una società sportiva può ambire: la Stella d'Oro al merito Sportivo conferita dal CONI all'Unione
Ciclisti trevigiani nel 1967 per i numerosi meriti acquisiti nel grande panorama dell'attività ciclistica nazionale.
Dopo un periodo di riflessione, di ricerca degli entusiasmi vissuto più sui ricordi del glorioso passato, rinasce
attorno alla società un nuovo gruppo dirigente che si impegna con dedizione a rinnovare i successi di un recente
passato. Accanto all'attività principale agonistico-organizzativa si costituisce la sezione cicloturistica, la cui
attività culmina con l'organizzazione della Treviso-Falcade in notturna, ma che serve a portare in Società nuovi Soci,
tutti appassionati della bicicletta, tutti intenzionati a contribuire alla causa dello sport del ciclismo. Alcuni
corridori che hanno gareggiato per i colori sociali della Trevigiani da Dilettanti sono successivamente passati al
Professionismo, confermando come l'U.C. Trevigiani possa esser considerata a buon diritto il trampolino di lancio
verso il professionismo.
Sotto la presidenza Sfoggia, nonostante la volontà di tenere sempre pulita la maglia sociale, grazie al contributo
disinteressato di tanti operatori trevigiani, la società è riuscita a ritornare competitiva e vincere importanti gare.
L'apparente inspiegabile successo è dovuto in gran parte alla grande solidarietà esistente. Nel 1980 viene inaugurata
la nuova prestigiosa sede sociale di porta San Tomaso. Le tante vittorie ultimamente ottenute, le convocazioni in
nazionale di molti nostri atleti, hanno premiato gli sforzi profusi in questi ultimi anni; sforzi riconosciuti dalla
F.C.I. con l'assegnazione della Medaglia d'oro F.C.I., ritirata dal segretario e Presidente Onorario Cav. Gino Fregonese.
Significative sono le vittorie in campo nazionale ed internazionale di Longo, Lorenzi, Boarin, Poser, Bielli, Pavan
e buona ultima quella di Voltarel nella Popolarissima 1991.
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