Se paragonata ad altri mezzi di locomozione moderni, come l'automobile e la motocicletta, la bicicletta
può apparire un veicolo molto semplice. Ebbene, lo è... ma meno di quanto appaia. Per pedalare in tutta
sicurezza è opportuno conoscerne i dettagli più importanti.
Telaio. Costituisce la struttura portante della bicicletta e può essere realizzato, a seconda dei gusti
e delle esigenze del ciclista, in acciaio, alluminio, titanio, carbonio oppure - come avviene sempre
più spesso - con due materiali diversi. Un telaio della giusta misura è fondamentale per pedalare senza
problemi anche su lunghi tragitti. I ciclisti professionisti, ma anche i cicloamatori più evoluti, esigono
telai "custom", cioè realizzati sulle misure del proprio corpo come un vestito sartoriale. Questa procedura
prevede la misurazione della lunghezza del cavallo, del braccio, della distanza fra le spalle, dei piedi e
del tronco. L'obiettivo è individuare la giusta "taglia" e, di conseguenza, la bicicletta più comoda da usare.
Alcuni telai dell'ultima generazione, nelle taglie più piccole, possono arrivare a pesare anche meno di un
chilogrammo. Forcella. Svolge un ruolo fondamentale nelle operazioni di guida del mezzo: alle sue estremità
si trovano il manubrio e l'attacco manubrio da una parte, e la ruota anteriore dall'altra. Realizzata
inizialmente in acciaio, o comunque in lega metallica, la forcella ha vissuto una naturale evoluzione grazie
all'utilizzo della fibra di carbonio, che ne ha determinato forme e curvature diverse. Da modelli con foderi
estremamente curvi si è passati, soprattutto nell'ultimo decennio, a forcelle diritte con un angolo più
accentuato tra cannotto e foderi, le due parti fondamentali della forcella. Il cannotto è inserito nel tubo
di sterzo ed è vincolato all'attacco manubrio (direttamente per gli attacchi di tipo aheadset, tramite
expander per quelli tradizionali); i foderi sono disegnati ai lati della ruota anteriore e dotati di
forcellini, alle estremità, per l'aggancio della ruota al mozzo. A seconda del design e delle caratteristiche
costruttive, la forcella può determinare un diverso tipo di guida. I modelli più leggeri, realizzati
interamente in fibra di carbonio, pesano poco più di 300 grammi.
Sterzo. Un sistema interno di rondelle, calotte, coni e sfere, raccorda il tubo dello sterzo alla forcella
anteriore e fa sì che esso segua la direzione determinata per mezzo del manubrio. Le bici dell'ultima
generazione vengono realizzate con sterzi di tipo integrato, cioè con gli scorrimenti sistemati all'interno
del cannotto che si raccorda perfettamente con la linea della forcella.
Manubrio. Nelle biciclette da corsa è di tipo curvo e consente diversi appoggi al corridore che, a seconda
dei momenti della competizione o dell'allenamento, può modificare il proprio assetto. Al manubrio si
vincolano i freni - alle due estremità - e si connette l'attacco manubrio - nella parte centrale - che però,
nei modelli ultramoderni, appare completamente integrato alla curva.
Determinante per un corretto posizionamento in sella alla bicicletta, il manubrio va scelto in base alla
larghezza, alla profondità della curva ed all'ampiezza della curva stessa. Può essere di tipo anatomico
o classico. In commercio esistono anche manubri espressamente dedicati al pubblico femminile.
Attacco manubrio. Stringe il manubrio ed è attaccato alla parte terminale della forcella, che sale
attraverso il tubo di sterzo. La lunghezza e l'angolo dell'attacco manubrio determinano un diverso assetto
in sella del ciclista. Per questo motivo la scelta di un componente adeguato è determinante al fine di
ottenere una buona guidabilità di tutto il mezzo. Gli attacchi convenzionali, cioè con sistema di espansione
che si appoggia alle pareti interne del cannotto della forcella, si possono alzare ed abbassare con estrema
semplicità. Quelli di tipo aheadset, invece, una volta tagliato il cannotto della forcella "a misura" non
possono essere più toccati.
Freni. Generalmente esercitano la loro azione sul cerchio della ruota e sono composti da una leva, uno o più
cavi, due archetti in lega metallica, un bullone perno, due pattini e molle che allargano i pattini quando
l'azione frenante è giunta al termine. Alle leve del freno, nei cambi moderni, si annettono anche i comandi
del cambio (sia del deragliatore anteriore che di quello posteriore).
Deragliatore. Serve a far salire, o scendere, la catena da un ingranaggio all'altro. Viene azionato da un
cavo e lavora secondo il semplice principio del parallelogramma. Il deragliatore posteriore, comunemente detto
"cambio", ha un braccio che serve a tendere la catena quando sono impiegate le ruote dentate più piccole.
Movimento centrale. La scatola del movimento, saldata tra i foderi orizzontali del carro posteriore, il tubo
piantone e quello obliquo, ospita il perno su cui girano le pedivelle.
Guarnitura. Alla pedivella di destra è collegata la guarnitura, costituita dalle ruote dentate anteriori.
Su strada, nel caso dei ciclisti professionisti almeno, queste sono due: una da pianura, in grado di
sviluppare un certo numero di metri per rivoluzione, e una da salita, in grado di demoltiplicare lo sforzo.
Ereditata dal mountain bike, però, anche per la bici da strada è disponibile la guarnitura tripla, cioè a tre
rapporti, molto utile soprattutto nei percorsi ricchi di salita ed ai ciclisti meno dotati dal punto di vista
atletico e muscolare.
Utilizzare la corona anteriore più grande abbinata al rapporto più piccolo posteriore significa sviluppare un
maggior numero di metri ad ogni colpo di pedale; al contrario, utilizzare la corona più piccola anteriore
abbinata alla più grande posteriore porta a sviluppare, in tutta agilità, pochi metri per pedalata.
Cassetta o pacco pignoni. Gruppo di nove o dieci ruote dentate, a seconda dell'azienda che le produce, è
montato sul mozzo della ruota posteriore. A seconda del tipo di percorso da affrontare, la scala numerica
di questi rapporti può essere sostituita.
Cannotto reggisella. E' costituito da un tubo, di materiale diverso a seconda delle preferenze personali,
che si va ad inserire nel tubo verticale, o piantone, del telaio. La sella si aggancia direttamente sulla
sua testa tramite appositi sistemi di ritenzione, e la sua altezza dev'essere regolata in base a quella del
ciclista.
L'angolo della sella e le posizioni anteriori e posteriori sono anch'esse regolabili.(continua)
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